Mi chiamo Marco Massai e mi occupo da sempre di marketing e di vendite, e in particolare dal 2010 a oggi, con l’azienda Evols di cui sono presidente, ci occupiamo di realizzare software gestionali e soluzioni di web marketing per il mondo dell’ospitalità.
La mia esperienza, in realtà, nasce molto prima e si sviluppa attraverso un percorso composito: un iter professionale che – considerato sotto un certo punto di vista – si è fatto da sé e mi ha portato, passo dopo passo, dove sono oggi.
Ho iniziato occupandomi di marketing per diverse aziende, fino a creare e sviluppare il primo sito di e-commerce italiano per la vendita di vini toscani nel mondo.
È stato un inizio: una prima scintilla, il proverbiale “eureka!” che mi ha aperto gli occhi, facendomi capire quanto fosse stretto il legame tra marketing e software.

L’esperienza nel mondo alberghiero è iniziata subito dopo ed è nata e cresciuta seguendo proprio questo filo rosso. Oggigiorno, il marketing non può prescindere da alcuni strumenti di base, che ne costituiscono di fatto il braccio armato a livello strategico: parlo del legame fra un progetto di marketing ben strutturato e adeguati strumenti di software, un’accoppiata vincente a tutti gli effetti. È a questo know how che Evols deve la sua crescita. Giusto per farti capire di cosa parlo, ecco qualche numero. Oggi l’azienda conta più di 1500 hotel clienti con 90000 camere gestite, e fornisce un’assistenza continua, giorno e notte, per 365 giorni all’anno.
Questi dati spiegano perché, all’inizio del 2017, Evols sia stata acquisita dal più importante gruppo italiano di software gestionali per aziende e professionisti: Teamsystem Spa. Un bel traguardo? Sì… ma non solo.

Anziché un punto di arrivo, abbiamo preferito pensarlo come un punto di partenza per raggiungere il prossimo (provvisorio) traguardo: diventare i numeri uno del settore in Italia. L’obiettivo – certo – è ambizioso, ma gli strumenti per raggiungerlo li abbiamo e sono molti. Tra i primi c’è quello che mi piace definire “uno sguardo ad ampio raggio”: la volontà, cioè, di ragionare in base a un orizzonte allargato. Per fare ciò, occorre partire proprio dalle potenzialità nel settore turistico, spesso non adeguatamente sfruttate, del nostro Paese.

L’Italia è il Bel Paese per eccellenza: una terra che da secoli – da molto prima che si iniziasse a parlare esplicitamente di turismo – di fatto attrae flussi di visitatori entusiasti. Già nel Settecento, infatti, era una tappa irrinunciabile del cosiddetto Gran Tour: un viaggio attraverso l’Europa che ogni giovane uomo di buona famiglia doveva obbligatoriamente fare. Un po’ come un Interrail, insomma… ma senza treni. E – in linea di massima – fatto non certo da giovani squattrinati, ma da rampolli delle migliori famiglie del Continente.

Ecco, mi sono soffermato un po’ sul tema giusto per sottolineare quanto le potenzialità del nostro Paese fossero conosciute ancor prima che nascesse il turismo modernamente inteso e prima che nascesse anche l’Italia come entità politica. Se è vero, infatti (e vero lo è, con ogni evidenza!) che la bellezza è una delle nostre principali risorse e uno dei nostri più importanti assi nella manica, allora il turismo – come settore economico – può essere considerato a tutti gli effetti come un vero e proprio volano di crescita. È questo che intendo, quando dico che credo (e il verbo “credere” non lo uso certo a caso) che gli albergatori italiani siano seduti su una miniera d’oro. Inutilizzata, però.

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